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giovedì, 07 ottobre 2004
Tag associati: aggiornamentiCazzuario aggiornato al 06/10!Serata un po' moscia quella di ieri, abbiamo parlato poco e menato fin troppo... ma se non altro dovremmo rifarci con le riprese effettuate dalla telecamera di Fabrizio, che stavolta hanno immortalato un kuo-toa morente (credo... ma Michele l'ha rifatto, poi?) e l'esultanza di Flavio che, per la prima volta nella sua carriera di giocatore, è stato protagonista di ben due venti NATURALI! Peccato solo che non fossero tiri per colpire, ma tant'é... Onikage giura e spergiura di aver scritto queste parole alle ore 15:42 sotto l'effetto di un incantesimo di charme.Linkale direttamente per testimoniare contro di lui, se ti va.Vuoi leggere i commenti (3) o lasciarne uno a tua volta?![]() Tag associati: cazzeggioOnore ai cadutiDopo un inizio quantomeno tragico che ha lasciato il mobilio di casa del nostro amato Master impregnato di fragolino, la (breve) sessione di iersera si è conclusa con una triste perdita. Purtroppo, uno di noi è stato sopraffatto dalla violenta offensiva del nemico. Non anticipo nulla, svelerò tutto nel resoconto. Resta soltanto da vedere se riusciremo a trovare in fretta un modo per riportarlo in vita ma, immersi come siamo nelle viscere del sottosuolo, l'impresa sembra assai ardua... Gloria a lui nel giorno più mesto, dunque... per il momento, che gli dei possano vegliare sulla sua anima in qualunque posto ora si trovi. Onikage giura e spergiura di aver scritto queste parole alle ore 12:43 sotto l'effetto di un incantesimo di charme.Linkale direttamente per testimoniare contro di lui, se ti va.Vuoi leggere i commenti (4) o lasciarne uno a tua volta?![]() mercoledì, 06 ottobre 2004
Tag associati: cazzeggioPreludio alla battagliaAnche questo mercoledì è arrivato, e io sono ancora indietro con il riassunto della sessione precedente... groan... Mentre attendiamo di svelare i segreti celati nel tempio dei Kuo-toa (se mai ce fosse qualcuno, s'intende), c'é pure aspettativa per sapere dove si andrà a giocare, perché la casa parentale di chi vi sta scrivendo è attualmente stravolta dagli operai che stanno demolendo uno dei bagni per poi ricostruirlo più bello e più figo di prìa. Distruggere per ricreare... una filosofia interessante, ma che di fatto rende inagibile l'abitazione a causa della pioggia di polvere e calcinacci che per adesso vi risiede (nonché degli smadonnamenti della genitrice perché le hanno sbagliato due consegne... gran culo!). Nel frattempo, il nuovo personaggio di Kasumi, che presto abbandonerà la sohei al suo destino, è ancora in gestazione: la razza è già stata decisa da tempo, la classe pure, l'aspetto ieri ha acquistato "consistenza" e siamo pure riusciti a battezzarla... cos'altro manca? Ma i punteggi di caratteristica, ovvio! Se stasera i dadi le saranno propizi è probabile che dalla prossima sessione comincerà ad utilizzarlo... speriamo in bene, questa attesa è snervante! E vi prego di unirvi a me nelle preghiere, affinché questa volta non succeda nulla alla telecamera di Fabrizio... il CoNpendio dei Mostri piange da troppo tempo! Onikage giura e spergiura di aver scritto queste parole alle ore 11:49 sotto l'effetto di un incantesimo di charme.Linkale direttamente per testimoniare contro di lui, se ti va.Vuoi leggere i commenti (1) o lasciarne uno a tua volta?![]() domenica, 03 ottobre 2004
Tag associati: aggiornamentiCazzuario aggiornato al 29/09!Uff... il lavoro di update è stato più faticoso del previsto, soprattutto a causa di alcuni impegni feriali inattesi che hanno gravato sul tempo libero a mia disposizione... Il riassunto della terribile battaglia contro il Chuul (mi raccomando, si pronuncia cuùl... così forse in parte comprenderete il perché delle crisi di risate che ci attanagliano ogni volta che lo ricordiamo... Ad ogni modo, è ora di tornare al lavoro, ma non prima di aver ringraziato tutti dei commenti e dell'afflusso costante di visite: dopo neanche un mese dall'apertura abbiamo SUPERATO LE 2000! Ok, è vero che di queste circa 1700 sono mie, di Fabrizio e di Amalia, ma sono sempre numeri che fanno girare la testa! Grazie ancora! Onikage giura e spergiura di aver scritto queste parole alle ore 12:14 sotto l'effetto di un incantesimo di charme.Linkale direttamente per testimoniare contro di lui, se ti va.Vuoi leggere i commenti (4) o lasciarne uno a tua volta?![]() venerdì, 01 ottobre 2004
Tag associati: avventureLa Città della Regina Ragno - Capitolo 3: La trappolaLa luce verdastra della torcia perenne faceva curiosi giochi di chiaroscuri sulla pelle irregolare del gigante di pietra, talmente ruvida e sfaccettata da far sembrare il suo proprietario un vero e proprio macigno con vaghe fattezze umanoidi, quasi del tutto immobile mentre, una grossa roccia in una mano e una lancia aguzza nell'altra, era concentrato ad esaminare il gruppo di sei persone da poco avventuratosi nella grotta in cui dimorava. Questi ultimi erano incerti sul da farsi: nonostante l'aspetto minaccioso del colosso che li teneva sott'occhio, il grosso macigno frantumatosi poc'anzi a qualche metro di distanza pareva essere più un segnale d'avvertimento che un attacco mancato, e l'atteggiamento della creatura non faceva altro che confermare tale tesi. Brontolò a voce alta il suo monito ancora una volta, con un timbro che fece vibrare l'aria circostante come una scossa di terremoto, e ancora una volta nessuno dei membri della spedizione comprese il senso delle sue parole. "Che si fa?", Cheng ruppe gli indugi, assumendo una posizione d'attacco con la grande ascia da battaglia impugnata da entrambe le mani, e un'espressione che lasciava trasparire l'incontrollabile desiderio di gettarsi in mischia il prima possibile. "Questo qui mi sembra un avversario interessante...". Facendo cenno a Cheng di controllarsi, il quale non gli prestò la minima attenzione, si avvicinò al gigante e cominciò a parlare accompagnando ogni frase con ampi gesti del corpo: "ASCOLTAMI! NOI...", indicò prima se stesso, poi puntò il dito sui suoi compagni. "...DOBBIAMO PASSARE...", tese le braccia in avanti accennando al resto della caverna che si estendeva oltre la schiena dell'essere. "...PER COMBATTERE GLI ELFI SCURI!", e picchiò un pugno sul palmo aperto dell'altra mano. Il primo colosso si voltò di nuovo verso il gruppo, emettendo ancora una volta bassi versi gutturali. Poi, tra i grugniti, due secche parole in lingua Comune: "NO PASSA.". Le intenzioni si erano alfine palesate: quello che gli eroi stavano calpestando era il loro territorio, e non avevano alcuna intenzione di cedere il passo. Visto che oramai non c'era null'altro da perdere, Cluracan si fece avanti a sua volta per aggrapparsi ad un'ultima, esile speranza di superare quell'ostacolo senza uno scontro diretto, mentre Cheng, che non vedeva (e non voleva neanche vedere) ulteriori alternative, prese a lisciare con lentezza il manico della sua grossa ascia in cerca della presa migliore, distribuendo con equità occhiate torve ai due giganti. La camminata durò poco. Ben presto la grotta si aprì in quella che sembrava una piccola baia coperta, all'interno della quale un paio di zattere di dimensioni gigantesche giacevano a qualche metro di distanza dalle acque scure e limacciose di un lago sotterraneo. Dopo giorni di marcia, finalmente sembrava fossero giunti alla prima tappa del loro viaggio verso Maerimydra, il Lago delle Ombre. Avvicinandosi verso la riva, Daeron constatò che il luogo teneva davvero fede al suo nome: persino la superficie illuminata dalla torcia era talmente torbida da sembrare quasi petrolio, un'ombra liquida occasionalmente increspata dai movimenti di qualcosa che forse era meglio non disturbare. Oltre la fonte di luce, neanche i sensi acuti dei semiumani riuscivano a scorgere altro che tenebre. I due colossi si scambiarono un'occhiata seguita da brevi brontolii prima che uno di essi, con fare abbastanza contrariato, si accostasse alla parete sinistra del piccolo approdo per mostrare agli avventurieri il muro di roccia lambito dal lago che proseguiva verso est, e che poco più avanti si apriva in un'altra caverna: in quel punto, il letto del bacino non era troppo profondo e si poteva raggiungere la grotta successiva costeggiando suddetta fiancata. Forse l'intero perimetro era disseminato di rientranze più o meno profonde, nel qual caso avrebbero dovuto fare attenzione agli eventuali pericoli annidati sotto la superficie del lago soltanto per brevi tratti. Certo, avrebbero preferito attraversare lo specchio d'acqua a bordo di un mezzo di trasporto piuttosto che entrarvi direttamente a contatto, ma l'unica altra scelta a loro disposizione era prendere le zattere con la forza muovendo guerra ad un'intera tribù di giganti di pietra, ed era una possibilità che soltanto Cheng aveva ponderato, rinunciandovi di malavoglia. Ossa. Una forma indistinta, celata fra le tenebre, si mosse in direzione dell'ombra danzante. Quest'ultimo sapeva di poter contare sulle sue abilità per velare la propria presenza, ma non era a conoscenza delle doti innate dell'essere che ora si trovava ad osservare: un mastodontico crostaceo, dotato di un paio di chele enormi e di una serie di tentacoli saettanti in quelle che parevano essere le fauci, scrutava con istinto ferino l'oscurità circostante, i piccoli occhi verdi ai lati della testa che brillavano famelici. Il corpo simile a quello di un gigantesco gambero poggiava su quattro zampe, anch'esse ricoperte da un carapace che aveva tutta l'aria di essere quantomai solido. Le appendici fendevano l'aria, mentre la creatura ruotava su se stessa a scatti in cerca della preda che, ne era sicura, si era addentrata imprudentemente nella sua tana. E che ben presto l'avrebbe sfamata. Una trappola. I giganti li avevano deliberatamente indirizzati in quella direzione senza metterli in guardia, nella speranza di liberarsi per sempre di quei fastidiosi abitanti della superficie. Onikage ribolliva di rabbia, ma avrebbe pensato dopo ad un'eventuale vendetta: ora doveva avvertire i suoi compagni. Attraversando di nuovo le ombre ricomparve di fronte a Ken, che ormai si trovava a pochi passi dalla caverna. Richiamando alla mente la conformazione della grotta, Onikage tentò di materializzarsi davanti al crostaceo ma commise un errore: forse quest'ultimo si era spostato, o con più probabilità aveva osservato con scarsa attenzione la sua tana, fatto sta che le ombre dalle quali affiorò lo fecero comparire a diversi metri di distanza dal bersaglio, molto al di fuori della portata dei suoi pugni. Fortunatamente, "comparire" per lui era un eufemismo, e l'oscurità che lo circondava riuscì ad occultarlo agli occhi della creatura, la quale tuttavia non esitò a gettarsi contro i suoi compagni non appena questi ultimi si pararono dinanzi all'ingresso del suo covo. Calpestate dalla frenesia del mostro, le ossa sul pavimento si disintegrarono producendo un crepitio inquietante: Onikage colse al volo l'occasione non appena la furia corazzata gli passò accanto senza notarlo, e assestò un rapido colpo ad una delle due zampe mancine. Ritraendo la mano, gli sembrò di aver percosso un tronco d'albero. Il sacerdote di Selune estrasse fulmineo la bacchetta rinvenuta tra i possedimenti dell'elfa scura qualche giorno prima, la stessa che avva ferito Onikage, e la puntò in direzione del Chuul: un fascio di luce accecante scaturì dalla punta investendo in pieno quest'ultimo, la cui corazza prese a sfrigolare leggermente sotto il punto d'impatto emettendo una sottile nuvola grigia di fumo. Anche in questo caso, come quando Onikage aveva inferto il primo pugno, la creatura non parve accorgersi di nulla. L'ombra danzante udì le urla di Daeron, ma notò anche la freccia di Kasumi conficcata nei muscoli del mostro. Com'era ovvio, il rivestimento esterno proteggeva un corpo molto più vulnerabile, dunque ferirlo non era tanto difficile: bisognava solo colpire con la forza necessaria. Onikage prese coscienza della situazione e, adocchiando il lato che il Chuul, forse troppo sicuro della sua protezione naturale, gli offriva scoperto, cominciò a scaricare una raffica impressionante di pugni, calci, ginocchiate e gomitate cercando di farsi breccia. Avrebbe ceduto, prima o poi... sperava soltanto che Daeron potesse resistere tanto a lungo. Kasumi si avvalse del corpo nerboruto del monaco per sfuggire alla vista del mostro e sgattaiolò sul fianco destro. La gragnola incessante di attacchi scatenata da Onikage fino ad allora non era riuscita a spezzare la protezione del nemico, ma lo costringeva periodicamente a muoversi per evitare di perdere l'equilibrio. Valutando con attenzione l'attimo in cui l'imponente struttura si sbilanciò verso di lei, la sohei sfoderò il wakizashi e lo fece penetrare all'interno di un punto scoperto tra le due zampe. Nonostante la percentuale di danno inferto dal suo attacco non fosse stata elevata, era comunque sicura che l'offensiva costante dei suoi compagni stesse cominciando a sortire gli effetti desiderati. Poco prima di svellere la corta lama dalle viscere del nemico, Kasumi venne colta di sorpresa dall'esplosione scatenata da un'enorme colonna di fuoco materializzatasi a poca distanza, che avviluppò la zona posteriore della creatura a distanza di sicurezza da lei e da Onikage: volgendo lo sguardo alla sua destra, la sohei notò Cluracan con le mani levate al cielo che portava a termine una preghiera, la faccia distorta in una maschera d'odio. Le parole pronunciate dal fedele di Selune erano però del tutto coperte dalle esclamazioni di dolore e di rabbia di Daeron e Cheng, dal rimbombare dei colpi di Ken e di Onikage e dal ruggito delle fiamme. Si trattava a tutti gli effetti del primo rivale che, da solo, li stava costringendo a dare fondo ad ogni loro risorsa. *SNAP* Suoni e immagini ricominciarono a popolare i suoi sensi. Ce l'aveva fatta? Era libero? No. La chela che lo teneva stretto era ancora al suo posto, la sua robustezza era eccessiva anche per il vigore del Figlio del Dio Drago. Lo schiocco che aveva udito proveniva dalla sua destra. Ken si voltò per osservare, sgomento, l'armatura di Daeron cadere a terra in pezzi e la tunica bianca ormai quasi totalmente impregnata del suo sangue. Il sacerdote di Tyr emise un urlo strozzato che si tradusse in un ripugnante gorgoglio quando dalla sua bocca sprizzò un abbondante getto di liquido cremisi, poi le braccia gli ricaddero lungo il corpo e la testa rovesciò all'indietro. Il petto che si gonfiava e si sgonfiava con ritmo fiacco era l'unico indizio che poteva far pensare ad una perdita di conoscenza, ma la tenaglia che continuava a chiudersi avrebbe potuto spezzare il suo corpo in due da un momento all'altro. L'ennesimo scricchiolio: la pelle indurita magicamente del monaco cominciava a perdere efficacia. Ken guardò fra i tentacoli che fuoriuscivano dalla bocca del mostro. Le gambe di Cheng, che fino a qualche istante prima lottavano per la salvezza assieme al suo proprietario, ora erano immobili. Anche Kasumi e Onikage si accorsero del silenzio che stava piombando sul campo di battaglia. *thump* "Soltanto..." *THUMP* "...un altro..." *THUMP* "...COLPO...!" *CRACK* Con uno schiocco secco, gli arti inferiori del Chuul cedettero sotto i pugni di Onikage e il mostro si piegò sul fianco sinistro. Vedendo scoprirsi la parte del corpo che teneva sotto mira, Kasumi piantò ancora una volta il wakizashi in un varco del carapace e spinse con tutta la forza che aveva in corpo. La testa dell'essere cadde in avanti, le quattro zampe scalpitavano per mantenere l'equilibrio. Era ferito in maniera grave, ma ancora vivo. Le gambe di Cheng ciondolavano inermi dalla sua bocca, flagellate dai viscidi tentacoli. Daeron sembrava l'orrenda parodia sanguinante di una marionetta. Ken picchiava colpi tremendi sulla chela che lo teneva sollevato in aria. Un altro lampo. Una scia di luce, e il cranio della creatura prese fuoco mentre il suo verso stridente riecheggiò in tutta la caverna. Si schiantò a terra con un boato, il capo oramai informe era ancora avvolto dalle fiamme, che lo facevano scoppiettare come fosse un pezzo di legno in un caminetto. Cluracan teneva ancora il braccio alzato, la bacchetta puntata verso il mostro. Era finita. Dopo aver ripreso fiato, gli avventurieri si precipitarono a soccorrere Cheng e Daeron: estrassero il primo facendo attenzione a non sfiorare il licore trasparente che grondava dai tentacoli, e constatarono con sollievo che era ancora vivo nonostante l'intorpidimento generale. Anche il chierico era vivo, ma versava in condizioni drammatiche: il sacerdote di Selune si affrettò a richiudere le ferite più gravi che aveva subito, dopodiché toccava soltanto all'indomita volontà del servitore di Tyr e ad un breve periodo di riposo fare il resto. A dire il vero, si aspettavano un qualche tipo di rappresaglia da parte della tribù di giganti, ma durante la notte non accadde nulla di tutto ciò: nel corso del turno di guardia che spettava a Cluracan, quest'ultimo svegliò di soprassalto Ken e Onikage per far ascoltare loro alcuni rumori che provenivano da oltre il buco, tuttavia il lastrone rimase al suo posto e niente e nessuno li disturbò. Trascorsero due giorni in quel posto, curando le proprie ferite e svelando le proprietà magiche degli oggetti recuperati tra le ossa: la parola in draconico scritta sul pugnale, Ghiaccio, indicava che era stato incantato da una magia del gelo, grazie alla quale era in grado di infliggere danni supplementari legati a tale elemento, e Ken si fece custode di tale arma. Il mantello possedeva tracce di un incantesimo di protezione, ma purtroppo era troppo deteriorato per poter essere di qualsivoglia utilità. Anche i bracciali erano infusi di un'energia che consentiva al suo portatore di deflettere gli attacchi nemici, caratteristica di cui avrebbe potuto beneficiare Onikage che, per sfruttare gran parte delle sue capacità, era costretto a spostarsi senza indossare alcun tipo di armatura. La scatola fornì loro un supporto davvero insperato, soprattutto in quel frangente: oramai superare il Lago delle Ombre sembrava solo una questione di tempo, ancora poco e avrebbero potuto proseguire il loro viaggio fino a Maerimydra. Ma cos'era quel lembo di terra che Kasumi avvistò tra le acque qualche metro oltre la tana del Chuul...? Onikage giura e spergiura di aver scritto queste parole alle ore 19:49 sotto l'effetto di un incantesimo di charme.Linkale direttamente per testimoniare contro di lui, se ti va.Vuoi leggere i commenti (5) o lasciarne uno a tua volta?![]() |
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Foto e video realizzati durante le sessioni di gioco si trovano all'interno di questo prezioso volume rilegato in pelle umana di giocatore, da guardare e riguardare fino alla nausea (ossia, una volta sola)! |
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